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La storia dell'Intensivo di Illuminazione

Dal libro di Hari, " Intensivo di Illuminazione", ed. Cerchio della Luna

L'Intensivo di Illuminazione venne creato nel 1968 da Charles Berner - Yogeshwar, fisico matematico e grande ricercatore spirituale. Produsse e sperimentò diverse tecniche e programmi di sviluppo personale, rimozione dei traumi, purificazione della mente, etc.
Le sue intuizioni lo spinsero a studiare in modo particolare la relazione tra individui e ad approfondire la comunicazione, in special modo la Diade (comunicazione a due). Uno degli elementi che lo portò all'Intensivo di Illuminazione, fu un'interessante osservazione:
le persone che sanno chi esse sono veramente, progrediscono più velocemente rispetto ad altre.

L'Intensivo di Illuminazione, per molti aspetti richiama il metodo usato nei ritiri Zen dove le persone meditano in silenzio concentrandosi sul respiro o su domande e quesiti particolari che permettono di fermare la parte logica e razionale della mente. Yogeshwar ebbe un'intuizione geniale: usare la comunicazione come mezzo per svuotare la mente e focalizzare la meditazione su una domanda centrale che puntasse esattamente alla conoscenza della propria vera natura: " CHI SONO IO?"

Fu un'eccezionale combinazione di fattori che rese il processo che porta all'illuminazione, veloce, reale e consapevole.

Riporto di seguito un breve tratto del racconto di Yogeshwar, per farvi assaporare la semplicità e la profondità delle sue parole, e per sentire il profumo delle prime esperienze fatte con l'Intensivo di Illuminazione.

"Sicché riflettevo su questo problema in quel magnifico pomeriggio di primavera sulle montagne, e d'improvviso mi venne l'idea: "Perché non riprendere la vecchia questione del "Chi sono io?", che è vecchia almeno sette mila anni e combinarla con la tecnologia della comunicazione che ho appreso?". E quella domanda, "Chi sono io?", si unì alla comunicazione e così nacque l'Intensivo di Illuminazione. Non è che stetti li seduto a pensarci per molto. Stavo riflettendo: "Com'è che potremmo aiutare la gente ad accelerare questo processo di scoperta di sé?", e sebbene da lungo tempo le tecniche zen e gli approcci alla riflessione yoga mi fossero familiari, sapevo quanto tempo ci voleva, ed ero un pò scoraggiato alla prospettiva che sarebbero passati anni prima che i partecipanti raggiungessero un punto in cui capissero chi sono realmente, in modo che poi potessero cominciare a lavorare veramente ad alcune tecniche spirituali che li avrebbero condotti da qualche parte. Sicché da quella necessità nacque quella scoperta e da quale fonte scaturisse non lo so, ma mi capitò in un momento e non fu una questione di sedersi lì ad immaginarselo; stavo solo chiedendo e la risposta era lì. Poco dopo dissi ad alcuni dei miei studenti che stavamo per fare un Intensivo. Non dissi loro molto in proposito a ciò che stava per accadere, dissi loro che stavamo per lavorare sulla scoperta di noi stessi e che sarebbe stato intenso. Avevo appena acquistato una proprietà senza alcuna bonifica in pieno deserto californiano, ed avevo circa 30 dollari in tasca. Comprai alcune assi quattro per quattro, le sistemai al suolo, c'inchiodai sopra delle lamine di legno compensato e comprai il cibo di un giorno, in altre parole tutto il cibo che potemmo permetterci finché la gente non cominciò a farsi viva e a compiere dei pagamenti per l'Intensivo. Effettivamente vennero, ce n'erano ventisei. Misi alcune zanzariere tutt'intorno, srotolai dei tappetini sul suolo scoperto e dissi: "Bene, eccoci qui."; ed ancora, tutto ciò che avevo in testa era questo flash di ciò che sarebbe stato un Intensivo.




La casa dove si svolse il primo Intensivo di Illuminazione



Alla mattina ci svegliammo e ce la mettemmo tutta. Essi versarono il denaro e mia moglie Ava si precipitò in città all'ora di pranzo, comprò un po' di cibo in più e ce lo portò su (non l'avevo mai confessato prima). E mi prenda un colpo se al secondo giorno i partecipanti non cominciarono ad avere alcune esperienze dirette della Verità. Credevo ci sarebbero voluti cinque, dieci Intensivi perché le prime illuminazioni cominciassero a manifestarsi; con mia gran sorpresa invece, la gente faceva queste esperienze e la cosa esaltava tanto me quanto loro. Di fatto, circa il 40% dei partecipanti ebbe un'esperienza diretta entro la fine dell'Intensivo.
L'entusiasmo era alle stelle, sicché programmammo un altro Intensivo circa tre mesi dopo. Ne diedi sempre di più e, anno dopo anno, stavo tenendo una media di dieci Intensivi di Illuminazione l'anno. Due di questi duravano due settimane, uno ne durava tre, mentre la maggior parte durava dai tre ai cinque giorni. Lasciatemi dire che feci un grosso lavoro preparatorio; provai questo poi quello, lo cambiai prima in un modo, poi in un altro. Scoprii cosa funzionava e cosa no, grazie a migliaia di persone brillanti, equilibrate, loquaci, silenziose, pazze, di tutti i tipi. Negli ultimi venti, venticinque Intensivi, non ho fatto alcun cambiamento; ora sono soddisfatto di sapere veramente cosa sto facendo.
È piuttosto interessante il fatto che la percentuale di illuminazioni per Intensivo, è rimasta circa la stessa nel corso degli anni. La profondità delle illuminazioni è però aumentata, ed ora, quasi dieci anni dopo, voglio condividere ciò che ho imparato, con voi. Nel frattempo ho approfondito la meditazione yoga e non ho trovato nulla in tutte le mie esperienze spirituali, incluse le profondità del Samadhi, che contraddica in qualche modo ciò che è nato nell'Intensivo. Effettivamente non ha fatto altro che convalidarlo e rinforzarlo".

Dal libro di Hari, " Intensivo di Illuminazione", ed. Cerchio della Luna


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