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Elisa, Pasqua 2006.Amato Gunter,tenterò di dirti quello che provo e che ho provato ora e durante l’Intensivo anche se non so con che parole cominciare…è stato come se il tempo si fosse fermato e io ho vissuto in un paradiso! Bellissimo mi viene da saltare di gioia, ballare, cantare a squarciagola! È troppo bello Gunter! Mi viene da piangere! Qualcosa di indescrivibile che solo vivendolo si riesce a comprendere! Noi ci siamo sempre!La meditazione prima mi sembrava noiosa e quasi non ne capivo il senso, invece ora so perché tu mi avevi detto che mediteresti tutto il giorno! È la pratica più importante per l’individuo! Trovare se stessi! È come se un innamorato fosse sempre in cerca di ciò che gli fa battere il cuore, cioè l’Amore e lui anche lo è! È l’Amore innamorato di se stesso! È proprio un bisogno essenziale e ora lo sento come esigenza primaria!Sono riuscita a staccarmi da tutto quello che era Elisa prima…la mente mi fa ridere perché è veramente un’illusione! Un modo di condurre il gioco, cerca di imporci quello che lei vuole, è l’ego! Questo ego ci tormenta tantissimo perché vuole sempre farsi sentire, dire la sua, darsi un’importanza…è la personalità! La maschera che noi indossiamo tutti i giorni…ma come si fa a togliere?! È molto dura, ho percepito come tutti i partecipanti hanno fatto fatica a smantellarsi! Ci fa comodo essere così, quasi ci piace! Mi sono accorta veramente di chi siamo noi, vedendo come la natura dell’uomo in fondo è uguale. Tutti entriamo in crisi, tutti sfondiamo le nostre barriere, tutti possiamo aprire quella porta…tutti siamo tutto! Io sono tutto! Tutto ciò che vedo, sento, calpesto, annuso…sono io! Tante volte ho avuto la sensazione di essere tutto, mentre dimenticavo la mia mente, quando guardavo l’essere nell’altro, ed ero io che mi guardavo!Siamo un uno! Ero sdraiata sulla terra, tutto era intorno a me e le stelle erano bellissime…niente di più meraviglioso!!!! La chiesetta per un attimo era sparita… Una stella era rimasta, il silenzio intorno a noi ma anche il rumore, sarei rimasta in quell’incanto per sempre! Lei mi guardava e io la guardavo…È incredibile! Il tutto si stava guardando! E non c’è niente di più eterno di questo! La mia mente c’era, anche il corpo, Elisa c’era si! Ma dappertutto! Nessun confine, nessun tempo, nessun spazio! Solo io!Gunter sento che l’Amore siamo proprio noi, e siamo così fortunati ad essercene accorti! Amo tutti e questo è bellissimo! È pazzesco, immenso, tutta un’energia in testa, nello stomaco, nelle mani! Ti amo, che bello! Amo gli alberi, la luna, il sole... starei qui a scriverti per sempre, senz’amai smettere…quando ieri sera il corso è finito ho sentito ancora di piú un’energia che sono riuscita a trasmettere attraverso gli abbracci! Sarai sempre nel mio cuore…TUTTO È BELLISSIMO!Mi impegnerò a mantenere alta la coscienza di me stessa, è la forza dell’evoluzione e io voglio esserci!Grazie di tutto!ElisaSarvamaji - Monica Biolcati - da una relazione sull'Intensivo di 14 giorni del luglio 2007 (non disponibile sul libro)L’esperienza diretta più profonda e bella la ricordo ancora con una gioia e amore intenso. Era uno degli ultimi giorni di intensivo, guardavo la mia compagna di diade che parlava e in un istante, come un fulmine, tutto si ferma e tutto cambia e tutto è uguale allo stesso tempo intorno a me, vedo e sento Dio ovunque, tutto è Dio, vedo la mia compagna di fronte ed è bellissima, è Dio, sento le campane che suonano e il suono delle campane è Dio, sento la voce degli altri compagni ed è Dio, sento il rumore della preparazione del mangiare ed è Dio, vedo gli alberi fuori dalla stanza e sono Dio, ed io non devo cercare più nulla perché è tutto lì e qui di fronte e in me ed è tutto così chiaro e perfetto da non credere. È tutto qui, perfetto e presente e semplice davanti a me, ed è sempre stato tutto qui, non c'e nulla da cercare. C'e una sensazione di completezza infinita, sono a casa, la mia ricerca è finita. Dio è tutto e in tutto ed è meravigliosamente sublime. Pazzesco, in un attimo mi ritrovo immersa in e da Dio, proprio così, tutto è Dio, in ogni dove, come, cosa, mi giro e c'è Dio, sto ferma e c'è Dio, l'altro è Dio. Incredibile, non devi fare né cercare più niente perché non esiste niente e tutto già esiste ed è semplice e perfetto.Finita la diade mi alzo e vado da Gunter lo guardo e dico: "È bellissimo" e mentre lo dico vedo Dio, trovo nei suoi occhi la continuazione di ciò che sto provando, è bellissimo, non servono più parole né gesti, ci guardiamo negli occhi ed è assoluto, lui dice: "È perfetto", ed è vero. Esco dalla sala e vedo Dio ovunque tutto è Dio, mi sembra di volare.È un’esperienza bellissima, indelebile che porto nel cuore e che rivivo con amore e gioia, non ci sono parole che esprimano appieno ciò che provo. Le parole hanno dei limiti e confini, l'amore e l'apertura di quei momenti ne sono sprovvisti.Bellissimo, mi commuove e sento un amore infinito traboccare da me e, allo stesso tempo, una semplicità dell’esistenza meravigliosa.Ricordo le diadi successive dove esprimo questa esperienza e dico che non c'è nulla da cercare perché è tutto qui, esiste già tutto, non devi creare né fare nulla perché è già tutto perfetto così com’è, tutto è Dio ed è in armonia e completo, basta solo lasciare che le cose siano così come sono. Tutto è Assoluto. Non ci sono parole per descrivere la pienezza, perfezione e la bellezza di questo.SarvamajiMihai, Pasqua 2006.Fu una esperienza tropo forte da descrivere in parole, non mi potevo immaginare che esistesse qualcosa di più bello di questo. Scoppiai in un pianto di gioia per aver scoperto e sentito l’esistenza dell’anima, questa volta non come concetto, ma come una cosa veramente reale. Compresi tanti problemi che avevo, capii i miei sensi di colpa esagerati, la loro ragione, capii l’essenza della mia relazione difficile con mia madre, capii la rabbia che sento normalmente verso una persona che mi ha fatto una ingiustizia etc. Ma tutto questo era secondario in confronto alla bellezza e totalità di quel momento. Un sogno era diventato verità.Andai da Gunter e gli raccontai quest’esperienza. Pensavo di aver raggiunto il massimo della bellezza. Ma lui mi fece la stessa domanda di prima: chi era quello che faceva l’esperienza di essere sparito? Io risposi che non sapevo, poi ci pensai e dissi: Dio! Gunter rispose che questo era alla fine un concetto e non l’esperienza. Allora dissi che era stata l’anima che si riconosceva in se stessa. Di nuovo Gunter rispose che anche questa spiegazione, seppure bella, era un concetto, vicino all’esperienza, però solo un concetto. A quel punto ero confuso e volevo alzarmi ed andarmene per non rovinare il momento, però Gunter questa volta mi trattenne per la mano, mi guardo negli occhi fino in fondo del mio essere e mi chiese ancora una volta: “Chi sei tu? Chi eri tu in quel momento quando sei sparito?” Ci guardammo negli occhi, sentivo che era uno sguardo nell’infinito, un’anima guardava un’altra anima e un flusso di energia pazzesco scorreva tra noi due. Tutti miei pensieri svanirono in quel momento e dissi con voce bassa: “Ero IO! Ero IO!” ..A questo punto Gunter mi liberò la mano, mi sorrise e mi disse: “Si, eri tu! Sei magnifico! Adesso vai e racconta tutto agli altri!” Quello che successe dopo è difficile da spiegare in parole, perché è stato tropo forte. Sentii come tutta l’energia dell’universo si stava ritirando dentro di me ed ero io il centro dell’universo. Scoppiai a piangere e dissi a Gunter: “È cosi bello!” Era veramente tutto cosi bello come mai, mai non riusciremo neanche a sognare. C’era una luce enorme che mi circondava ed ero io quella luce splendente. Non c’erano più confini, non c’erano più concetti, c’era solo una bellezza non umana. Un momento di chiarezza totale, di contatto con l’infinito, dove corpo e mente non avevano più nessun tipo di rilevanza, essendo tropo stretti, tropo piccoli per contenere quello che sentivo e vedevo. Il mio corpo cominciò ad emanare un’energia fortissima, quasi tropo forte per essere sopportata. Avevo brividi uno dopo l’altro, tremavo dalla gioia e dall’energia che fluiva dentro di me. Capii che sono una anima il quale unico scopo di esistere era quello di dare amore a tutti e a tutto: non c’era alternativa, visto che l’amore che sentivo dentro di me era senza confini, troppo grande per indirizzarlo solo verso di me e un paio di persone che mi erano vicine. Scoppiavo dalla luce e dalla voglia di dare amore, sentivo che la mia anima si era per un attimo liberata dalla tirannia della mente e riconosceva la sua perfezione in Dio. Questa perfezione però non era un cosa che avevo vinto o acquisito attraverso il mio lavoro interiore, ma era sempre stata cosi, da sempre. Non capivo come era stato possibile vivere nell’illusione cosi tanto tempo, quando la verità era cosi facile e immediata…MihaiGenny Quando si è bramosi di conoscere se stessi, di rompere finalmente quella barriera che percepiamo separarci da qualcosa di così importante ed assoluto com’è il nostro vero IO, si è sensibili alle parole del cambiamento: “l´Intensivo di Illuminazione potrà trasformare la tua vita”. È così che ho deciso di darmi l´opportunità di percepire la mia vera natura. Questa esperienza non è stata semplice; ho dovuto e voluto impiegare molta energia ed avere anche speranza, ma ne è valsa interamente la pena. All’inizio sembrava che nulla si smuovesse, il “percorso” a diadi mi dava solo dei lievi risultati. Il primo giorno mi sono svuotata gradualmente di tutti i pesi mentali, condensati in immagini, sensazioni fisiche e soprattutto pensieri. Questi e le loro concatenazioni, i ricordi e le aspettative, il passato e il futuro trasportati su flussi di parole mentali, si dissolsero lasciando spazio al vuoto e alla tranquillità. Poter svuotarsi di questi contenuti, sentendo che la persona di fronte a me era li per incoraggiarmi e sostenermi in silenzio, è stato molto liberatorio. La domanda fondamentale “Chi sono io?” rimbombava in me e, se i pensieri erano ormai svaniti, altre risposte illusorie si organizzavano in sensazioni, forme che mi sforzavo di osservare, di esplorare, di assemblare, finché anche queste scomparvero in quel vuoto che – iniziavo ad accorgermi – era condizione comune di molti partecipanti. Per me era un vuoto grigio immenso; come chiudevo gli occhi, per calarmi nel profondo, non percepivo nient’altro che questo spazio immobile, di cui non riuscivo a scorgere i confini. Nulla affiorava e anche questo, per un po’, mi dava comunque pace. Ma era solo l´inizio della crisi che doveva subentrare: la sensazione di essere vicini a qualcosa che pur cercandola con determinazione, sfuggiva e non si faceva vedere. La sensazione di aver fatto della strada e di essere a un passo da quel qualcosa che però rimaneva invisibile, o a tratti opaco e confuso. Eravamo probabilmente tutti in quella situazione, un po’ si accettava, un po’ ci si spazientiva: era come un grosso fastidio che ci perseguitava e di cui tutti volevano sbarazzarsi. Per me è stata nuova anche l´esperienza di vivere ogni momento in silenzio, mi ha allineata con il presente, l´essere “qui e ora” neutra. Quando appunto è emersa nitidamente la crisi e con questa la difficoltà di procedere, avrei voluto mollare tutto. Più volte sentivo che la mente riacquistava la sua forza ingigantendo i dubbi e smorzando le speranze: “ma chi me l´ha fatto fare? … qui non cambia nulla …” Allora osservai i dubbi dall’esterno, finché lasciarono la presa e in qualche modo ripresi il controllo e la concentrazione sul “Chi sono io?”. Ci è voluto del tempo per capire che dovevo “osare” – Ma chi sono Io?. L´esperienza diretta l´ho vissuta durante una delle passeggiate in mezzo al bosco innevato. Guardavo la neve lungo il sentiero, respiravo l´aria pulita e fresca, ero contenta. Ho abbassato lo sguardo e mi sono soffermata sulle mie gambe, sui miei piedi e mi sono sopraggiunte la domanda e la sua risposta come contemporaneamente, inaspettate e spontanee: ma chi è che sta camminando? Ma sono Io! In un tempo che non ha unità di misura, mi sono sentita spalancare dentro, espansa fino ad essere un tutt´uno con ciò che c´era attorno. Le persone camminavano avanti a me, ma erano parte di me. Io non ero separata da loro e dalla natura, ero l´insieme di tutto questo, ero compresa in loro, loro erano compresi in me. Non esistevano più confini, eravamo tutti gli uni negli altri. Ho sentito di aver superato in un baleno ciò che è il corpo, ciò che è la mente (i nostri strumenti limitati) per percepirmi “universo”. C´era una specie di filo invisibile che ci attraversava e ci legava tutti indissolubilmente alla stessa immensa e unica energia. L´indescrivibile bellezza di questa sensazione mi ha procurato una pace e una gioia che hanno ripagato gli sforzi fatti per accoglierle. È stato un momento intenso e fugace, “io sono (semplicemente) Io”, la creazione sono Io, c´è una sintonia e una sinergia eterna con tutto... GennyPAGINA IN COSTRUZIONE